OFFICINA SCUOLA 21-22 MARZO LICEO LA MURA ANGRI

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I workshop dei Docenti del Liceo La mura a

OFFICINA SCUOLA

eStudents al La Mura 

Archeomultimedia

 

Rossana Rosapepe

eStudents al La Mura 

sito: estudentslamura

Docenti e studenti racconteranno le loro esperienze, frutto di una didattica mondiale che permette a tutte le scuole di confrontarsi sullo stesso tema in tutto il mondo. Tali attività hanno un valore che va al di là della pura occasionalità per creare cittadini del mondo e non solo cittadini italiani, ponendoli a scuola in una situazione internazionale rapportata con il proprio territorio "glocal". Si esporrà, ad esempio, come si affronta il tema dell'alimentazione e dello spreco nel proprio territorio ma con la consapevolezza che è un tema globale. Si illustrerà quanto importanti sono state queste opportunità per imparare ad utilizzare le nuove tecnologie, strumenti di produzione di conoscenze, ma anche di scelte e decisioni critiche che innescano un circolo virtuoso in cui l’informazione è continuamente in formazione per produrre altre informazioni.

 

 

Angela Tortora

Archeomultimedia

Archeomultimedia è un laboratorio multimediale sull'antico: lingue classiche, civiltà e storia antica, storia dell'arte ed archeologia “vissute” attraverso l'impiego delle TIC. Si tratta di una sperimentazione metodologica avviata presso il Liceo Classico e Scientifico “Don Carlo La Mura” di Angri, che impiega, ad integrazione della metodologia tradizionale, diversi strumenti digitali, sia quelli già forniti dai libri di testo, che prevedono le espansioni multimediali, sia creati ad hoc dai docenti, sia realizzati dagli allievi stessi. La finalità del laboratorio è quella di favorire una didattica interattiva, integrata, partecipata, in grado di promuovere, dunque, un maggiore coinvolgimento degli allievi e un apprendimento con un metodo alternativo a dimensione ludica.

 

Le interviste

 

Rossana Rosapepe

Presentazione

Sono Rossana Rosapepe, docente di Scienze al Liceo La Mura - Scuola Associata UNESCO.

La mia carriera professionale da insegnante è iniziata un po’ tardi perché dopo la laurea ho intrapreso la professione di biologa presso un laboratorio di analisi cliniche.

Agli inizi degli anni novanta, decisi di affrontare il concorso a cattedra per vari motivi, un lavoro precario, la terza figlia, ma soprattutto la necessità di non svolgere più un lavoro ripetitivo: ogni giorno le stesse cose, nello stesso ordine e con la stessa cadenza.

Ero certa che nella scuola avrei trovato una situazione più stimolante, comunque avrei avuto a che fare con i giovani. L’aver insegnato per vari anni in scuole diverse mi ha convinto che i ragazzi sono quasi tutti uguali indipendentemente dal tipo d’istituto frequentato.

Molti purtroppo a quest’età si trovano a dover affrontare problemi più grandi di loro. Mi sono trovata di fronte a situazioni per me inimmaginabili.

Le esperienze che racconta Pennac in “Diario di scuola” non sono lontane dalle mie,  ma l’eventuale soluzione è sempre da ricercare in una relazione che mira ad instaurare nello studente autostima ed empatia.

Tutti i ragazzi hanno voglia di essere ascoltati, di avere qualcuno come punto di riferimento, qualcuno che insegni loro a rispettare e a rispettarsi, qualcuno che imponga loro delle regole - regole che richiedono in vari modi. Ritornando all’autostima, far sì che essa pian piano aumenti non è cosa da poco.

I ragazzi ripetono sempre le stesse cose: non capisco, non è per me, io non ce la faccio...; quando però dopo tre mesi si rendono conto che si esprimono in modo adeguato o fanno cose come non avrebbero mai immaginato, allora cominciano ad aprirsi, a sorridere e per me quei volti rappresentano il successo professionale.

Per quanto riguarda tutto il resto, ho superato due concorsi a cattedra, sono abilitata in varie discipline, sono Consigliere del Consiglio Direttivo Nazionale ANISN e referente regionale delle Olimpiadi delle Scienze Naturali.

Con i miei ex alunni ho costituito un gruppo di soci giovani ANISN Campania.

Seguo con curiosità convegni e manifestazioni che riguardano la scuola e non.

Mi diverto a organizzare eventi culturali.

 

1) Didattica e tecnologie: qual è la vostra esperienza?

Da quasi 10 anni ho ritenuto utile introdurre la multimedialità nello svolgimento delle lezioni. Ritengo che i mezzi multimediali, assumono un ruolo che non è solo strumentale nella comunicazione; permettono la produzione di conoscenze, di scelte e decisioni critiche per cui le conoscenze sono personalizzate. Abbiamo iniziato con i power point, partecipando anche a progetti sempre realizzati in orario curriculare, ma che hanno rappresentato tappe importanti nella formazione degli alunni perché hanno consentito loro di conoscere realtà diverse in giovane età; non dimenticherò mai un’alunna che continuava a ripetere “Grazie professoressa, mi si è aperto un mondo”(Alunni relatori a Rai Scuola, a Napoli, a Convegni internazionali).

Nei nostri power point ci sono sempre video e mappe concettuali multimediali elaborate con Cmap. Elaborare una mappa suscita entusiasmo perché cliccando su icone diverse si spazia tra materiale così vario senza trascurare, ovviamente, la tradizionale lettura di brani scelti per i vari temi. L’uso delle mappe multimediali per la preparazione di una lezione da parte del docente si tramuta subito in un vantaggio per l’alunno: avere la lezione in rete, sul cellulare in tempo reale e poter scaricare subito i materiali o poterli consultare in qualsiasi momento.

Successivamente abbiamo scommesso sulla nostra capacità di realizzare un ebook. Ci siamo riusciti e gli alunni hanno acquisito tante competenze e di vario tipo. È proprio l'ebook "Dieta mediterranea-Cultura e colture del Mediterraneo" ad essere stato segnalato su digItalia, rivista del digitale nei Beni Culturali. 

L’Aracne editrice ha pubblicato il libro “Nutrizione e benessere nella Dieta Mediterranea” di cui gli alunni sono autori.

Gli anni passano, gli alunni cambiano e si realizza un altro ebook sui cefalopodi “Octopuses and allies @ school”, sempre a carattere transdisciplinare.

Poi si lavora per le celebrazioni che ogni anno l’UNESCO propone, gli alunni non solo pubblicano sulla piattaforma UNESCO video, ppt, eec. ma partecipano anche a videoconferenze quali Peace Indaba e International Year of Light 2015.

Per un alunno l’idea di essere in videoconferenza con altre scuole di altri paesi, di avere pochi minuti per dare il meglio di sè, ovviamente in inglese, non è da poco.

L’ultima esperienza multimediale è la narrazione digitale: "Culture, diet and wellness in the Mediterranean", che ha reso il Liceo La Mura vincitore del Concorso Internazionale PoliCultura Expo2015World, bandito dal Politecnico di Milano.  Il trailer della narrazione è stato tra i video presenti al Padiglione Zero Expo 2015.

Quest’anno abbiamo prodotto un fumetto ripresentando l’ebook Octopuses and allies @ school utilizzando Scretch

Tutte le nostre esperienze didattiche sono, oltre che sul sito del Liceo, sul mio sito www.paginediscienze.com

 

2) Officina Scuola richiama l'idea di una Scuola come bottega: cosa si "costruisce" nella Scuola di oggi?

Le attività che si svolgono in questa “ bottega” aiutano gli alunni a costruire “una testa ben fatta e non una testa ben piena” (Morin, 2000) capace di organizzare, rielaborare e contestualizzare le conoscenze che man mano si aggiungono. Per ottenere ciò è importante non solo che ogni alunno trovi il suo spazio in base al suo interesse e alla sua curiosità ma che studi con gli altri in un clima e in una condizione di collaborazione.

Il docente è solo il regista di ciò che avviene in questo processo e quasi sempre lì dove l’insegnante non riesce, il compagno invece chiarisce e semplifica concetti e conoscenze.

Tutte le attività sono tese a “costruire cultura” che è sempre unitaria e onnicomprensiva, la parcellizzazione del sapere in discipline è recente, deve essere superata e la transdisciplinarietà  è il mezzo per inculcare nell’alunno questo concetto.

Per un docente di Scienze è ancor più importante far capire che le due culture, la cultura scientifica e la cultura umanistica devono coniugarsi per rispettare l’unitarietà del sapere.

 

3) La Scuola non può fare a meno del territorio, con il quale si confronta e con il quale interloquisce, cosa può offrire la Scuola ad un territorio come il Sud?

Oggi i ragazzi devono sentire di appartenere ad un mondo globale, quindi sentirsi cittadini del mondo, non solo cittadini italiani, e la Scuola può operare in questo senso.

I nostri alunni sono bravi, gli italiani sono bravi, e quando vanno fuori se ne rendono conto.

Sembra forse banale dirlo, ma ciò che la Scuola deve offrire al territorio è giovani seri che, anche se quasi sempre si allontanano dal Sud, vi devono ritornare per spendere al Sud il proprio bagaglio culturale e professionale, anche se acquisito altrove.

È fondamentale trasmettere ai giovani l’importanza delle proprie radici; quasi sempre ad una certa età si fanno i conti con le proprie origini.

 

Angela Tortora 

 

Presentazione

Mi chiamo Angela Tortora, ho 41 anni e mi sono laureata in Lettere classiche (settore storico-archeologico) presso l’Università di Napoli “Federico II”, con una tesi in Letteratura Greca. Dall'a.s. 2006/2007sono docente di Italiano e Latino presso il  Liceo Classico e Scientifico “Don Carlo La Mura” di Angri.

Ho orientato il mio percorso di formazione postlaurea su due binari: la valorizzazione e la promozione dei BBCC da un lato, la didattica delle lingue classiche e della storia antica dall’altro.  In entrambi i casi mi sono servita di un denominatore comune: l'applicazione delle tecnologie informatiche e multimediali all'antico. Dopo, infatti, corsi di perfezionamento e master (ad esempio “saperi storici e nuove tecnologie” presso il Dipartimento di Storia Antica della “Federico II”), mi sono abilitata, a seguito del concorso a cattedra, per le classi di concorso A043/A050, A51, A052. Contemporaneamente alle prime esperienze nella scuola, ho lavorato come ricercatrice presso il Dipartimento di Filologia Classica “F. Arnaldi” dell'Università degli Studi di Napoli, per lo sviluppo di progetti didattici integrati di informatica, storia antica e lingue classiche; poi presso il Centro di Competenza INNOVA per la progettazione e lo sviluppo di prototipi in ambiente XML. Attualmente la scuola secondaria di secondo grado assorbe le mie energie a tempo pieno come docente e funzione strumentale, da tempo impegnata su diversi fronti: innovazione metodologica e didattica, progettazione curriculare ed extracurriculare, valutazione, didattica integrata, RAV, PDM.

 

1) Didattica e tecnologie: qual è la vostra esperienza?

La tecnologia e il “digitale” fanno parte degli strumenti della mia attività didattica, ma sono appunto “strumenti” per veicolare dei contenuti, delle riflessioni, che, soprattutto in virtù delle discipline che insegno, diventano spesso domande di senso, sia per me come docente sia per i miei allievi. Discipline umanistiche e tecnologia sono un binomio relativamente recente: di certo il ricorso alle TIC per la didattica aiuta a potenziare l’interesse e la motivazione degli studenti o quanto meno ad incuriosirli. Incuriosisce, infatti, a primo impatto l’utilizzo per lo studio del pc, del tablet o dello smartphone, normalmente percepiti dagli studenti come compagni del tempo libero, della socializzazione e dello svago. Suscitare il loro interesse, però, non basta. È importante far comprendere che la tecnologia, se utilizzata con criterio e riflessione critica, può essere un valido aiuto per la propria crescita, per la propria formazione, per lo sviluppo e la valorizzazione delle proprie competenze, per la scoperta delle proprie attitudini. Trovo molto efficace, ad esempio, il lavoro che a volte svolgiamo in piccoli gruppi per lo sviluppo di un progetto multimediale: ogni allievo si fa portatore di competenze diversificate (quello che è meno bravo con la sintassi latina, magari è geniale con il trattamento digitale delle immagini o con l’utilizzo dell’uno o dell’altro tool); poi c’è il confronto (più o meno animato!), c’è la discussione, c’è il desidero di realizzare un “prodotto” efficace, perché, oltre che dall’insegnante, sarà visto e valutato dagli altri gruppi della classe. E non saranno generosi o comprensivi! È costruttivo il momento della presentazione dei lavori, dei quali si sottolineano i punti di forza e i punti di debolezza, quali aspetti modificare perché meno efficaci, quali valorizzare perché comunicano nella giusta maniera. È piacevole percepire come Quintiliano o Virgilio divengano “compagni di viaggio”, a volte gradevoli, a volte un po’ meno, ad esempio quando ci si chiede come veicolare ad un pubblico di non addetti ai lavori l’Institutio Oratoria o le Georgiche. È a quel punto che il gruppo fa squadra, impara la cooperazione, utilizza il problem solving, sviluppa un prodotto concreto, assorbe il messaggio degli autori fino in fondo, approfondisce gli aspetti storico-politici di quella data età, si pone domande esistenziali valide per Virgilio, come per l’uomo moderno, impara ad usare meglio dal compagno più bravo quell’app che non conosceva… Suona la campanella e senti qualcuno che dice: “Già è finita l’ora?”.

2) Officina Scuola richiama l'idea di una Scuola come bottega: cosa si "costruisce" nella Scuola di oggi?

 

Io credo che la scuola di oggi sia soprattutto scuola di creatività: nonostante le continue critiche al Sistema Educativo, pregne di luoghi comuni e di qualunquismo, in diverse realtà territoriali la scuola rimane, pur nella sua povertà di mezzi, l’unico luogo che offra stimoli reali ai ragazzi. E lo fa con pochissime risorse. Vedo ogni giorno l’impegno di tanti docenti tesi ad offrire sempre qualcosa in più agli alunni, anche se in laboratorio non ci sono attrezzature sufficienti, anche se non ci sono i soldi per le fotocopie, anche se il pc della classe è troppo lento per far girare il tale programma… Nonostante tutto, un modo si trova sempre per arrivare all’obiettivo.

La scuola di oggi è, poi, orientamento alla vita: agli allievi non occorrono dei “trasmettitori di sapere”, ma docenti in grado di guidarli a mettere ordine nel caos della conoscenza, di cui il web è un’efficace metafora. L’accesso alla conoscenza, ormai, è talmente ampio e a disposizione di tutti, che paradossalmente, senza una guida adeguata, ci si perde come in un labirinto. L’esperienza del docente può essere il filo di Arianna, che aiuta l’allievo a comprendere il caos apparente, a imparare ad attraversarlo, a venirne fuori senza (troppi) danni.

Credo infine che la scuola di oggi sia scuola di relazioni: spesso tra docenti ed alunni si crea, tra alti e bassi, un rapporto di cooperazione, finalizzato ad uno scopo comune, cioè alla crescita della persona. Di fronte a questo alto obiettivo, passano in secondo piano verifiche, valutazioni, voti, orari rigidi, calendari di attività. Mi piace pensare che la scuola sia il luogo dove si realizzi il significato profondo dei termini connessi al processo di insegnamento-apprendimento: il docente conduce per mano l’allievo a prendere la sua propria forma (formazione), lo aiuta a tirar fuori (educare da e-ducere) i propri talenti (quelle che oggi chiamiamo competenze), gli indica la strada (insegnare, indicare i signa) per raggiungere gli obiettivi, anche quando sarà da solo nel percorso che verrà dopo.

 

3) La Scuola non può fare a meno del territorio, con il quale si confronta e con il quale interloquisce, cosa può offrire la Scuola ad un territorio come il Sud?

Come dicevo prima, in parecchi contesti del nostro sud la scuola è il solo (o uno dei pochi) punto di riferimento per i ragazzi. Diventa, infatti, oltre che luogo di apprendimento, anche centro di aggregazione, spazio di socializzazione e condivisione, in qualche caso anche forte richiamo di identità. Formare la persona significa anche formare il cittadino: la scuola, quindi, ha il dovere di guidare gli allievi a conoscere le altre realtà presenti sul territorio, per educarli al confronto, al dialogo, alla responsabilità, alla cittadinanza. Credo, inoltre, che stabilire collaborazione e sinergia con territorio, “fare rete” insomma, sia un elemento qualificante, nonché la strada da percorrere per il presente e l’immediato futuro: unire le forze consente di raggiungere con maggiore efficacia gli obiettivi. È importante, sia in termini di progettazione comune sia in termini di visibilità, che la scuola stabilisca una relazione continua e reale con le diverse realtà presenti sul territorio, pubbliche e private. La scuola deve “aprire le porte” agli enti locali e alle loro iniziative, alle associazioni, ai movimenti che operano per l’interesse dell’uomo e del cittadino. È una scelta che la nostra scuola ha fatto da tempo e sta raccogliendo i frutti del dialogo che ha intrapreso.

 

  

                                                                                                   

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